Expatriates italiani

Chi deve affrontare il trasferimento in un nuovo paese per ragioni di lavoro o chi rientra nel proprio paese dopo lunghe permananze di lavoro all’estero deve affrontare, oltre a molti problemi di ordine pratico, anche le difficoltà tipiche di inserimento o reinserimento in un contesto sociale e culturale diverso. Vivere queste difficoltà senza un supporto può portare a un aumento dello stress e a una ridotta performance lavorativa.

Learning Edge ha esperienza nell’aiutare con il coaching non solo il diretto interessato al trasferimento, ma gli altri membri della famiglia che ne sentano la necessità. Il coaching è disponibile anche in  inglese e in francese e può essere effettuato, oltre che in presenza, anche telefonicamente e via email.

Trovarsi a lavorare in contesti molto diversi da quelli abituali (spesso anche in luoghi geografici che presentano difficoltà oggettive)  genera una serie di reazioni tipiche: senso di disorientamento, instabilità emotiva (in progressione: negazione, iper-reattività emotiva, creazione di realtà, o, se in gruppo, di culture particolari, ed infine rassegnazione e distacco oppure accettazione della nuova realtà e adattamento funzionale) e aumento dello stress. In reazione a queste dinamiche le persone sviluppano modalità comportamentali non sempre funzionali o desiderabili; la funzione di lavoro del singolo individuo tende a lasciare spazio al compito più istintivo di ritrovare un equilibrio emotivo ed un ri-orientamento nel nuovo ambiente, a scapito delle prestazioni.
Learning Edge crede che un intervento finalizzato a preparare gli expatriates e a supportarli in loco permetta di indirizzare le reazioni emotive della persona in senso costruttivo ed adattivo. Con questo in mente, abbiamo pensato a un programma di coaching modellato sulle esigenze degli expatriates ed erogato, in italiano, inglese o francese, da coach specializzati sull’interculturalità.

Gli obiettivi tipici del percorso di coaching per expatriates sono:
a) imparare a riconoscere le reazioni tipiche di risposta a situazioni lontane dalla nostra esperienza / cultura e la loro evoluzione nel tempo
b) consolidare le risorse interiori dell’individuo: strategie di gestione dello stress basate sulle caratteristiche peculiari dei singoli, tecniche per la gestione degli stati interni (emozioni, impulsi)
c) rinforzare il senso di identità personale, aziendale e di ruolo dei singoli, in modo che possa funzionare come punto di ancoraggio in momenti difficili;
d) sviluppare la flessibilità cognitiva necessaria per sapersi adattare rapidamente a situazioni nuove e diverse in modo funzionale e professionale
e) apprendere specifiche tecniche di coping per situazioni che richiedono particolare presenta mentale o performance di eccellenza in contesti impegnativi o stressogeni
f) acquisire elementi di base per la lettura delle dinamiche di gruppo al fine di una migliore capacità di lettura della situazione
g) apprendere le principali variabili che caratterizzano la comunicazione tra culture diverse e imparare come gestirle in modo efficace.

 
 
Il percorso che proponiamo viene disegnato su misura del Cliente aziendale o individuale. Nel caso sia l’azienda a promuovere il coaching, possono essere previsti momenti di coaching di gruppo per condividere la propria situazione con altri ed elaborare alcune prime strategie, per poi proseguire individualmente il percorso. E’  possibile preparare il futuro expatriate prima della partenza ma anche seguirlo “a distanza” (telefono e email) nel periodo iniziale dell’inserimento. Infine, è possibile prevedere un supporto coaching nel momento del rientro nel paese di origine o di un’ulteriore incarico estero. I nostri coach sono anche a disposizione per incontrare mogli e mariti dei futuri expatriates preparandoli al cambiamento che li attende.
Esistono tre componenti possibili per un percorso di questo tipo:
Parte individuale del percorso. Consiste in un numero variabile (di solito 4 o 5) di sessioni di coaching individuale.
Parte di gruppo del percorso. Benché il percorso si possa esaurire con la sola parte individuale, un momento di ingaggio di gruppo può risultare utile, anche se non indispensabile. Qualora fosse possibile dedicare una giornata al lavoro di gruppo, consigliamo una serie di esercitazioni, per esempio in outdoor. L’outdoor ha come focus quello di far tirare fuori le risorse più profonde, far ragionare sulla propria identità, sul rapporto con altri e sulle dinamiche in situazioni difficili. In alternativa, la parte di gruppo può avvenire in aula e si potrebbe dedicare mezza giornata a insegnare a tutti un metodo standard di gestione dello stress partendo da una definizione di stress e che cosa lo stress implica a livello di performance, per poi farli lavorare in gruppo con il “gioco delle culture” per imparare a rapportarsi con culture diverse (mezza giornata).
Follow-up del percorso. Il coach è disponibile a fornire supporto telefonico e/o email durante il periodo in cui l’expatriate è all’estero (tipicamente durante il  primo inserimento). Dato che tutto il nostro lavoro è documentato e archiviato, è possibile riprendere in mano la situazione anche a anni di distanza al rientro dall’incarico o prima dell’incarico successivo.
Qual è la durata tipica del percorso di coaching per expatriates?
Di solito prevediamo 4 o 5 sessioni individuali di coaching di tre ore circa. La durata che indichiamo è probabilmente quella ottimale, infatti per percorsi di coaching più strutturati (non executive o solution focused, ma come questo, di sviluppo di competenze specifiche), riscontri ottimali si hanno sulle 16 ore, buoni risultati dalle 12 in su, mentre al di sopra delle 18 ore si passa ad uno scenario di ritorni decrescenti. Tuttavia, trattandosi di percorsi personalizzati sulle esigenze del cliente, sarà possibile variare la durata in funzione dell’effettivo bisogno.