Aziende


Il coaching aziendale è un processo interattivo in cui il coach guida e facilita il cliente nel raggiungimento di obiettivi definiti insieme all’azienda. Gli obiettivi del coaching aziendale riguardano tutti gli aspetti che influenzano la performance lavorativa, ad esempio le relazioni con i collaboratori e i capi, una nuova presa di responsabilità, la realizzazione di un cambiamento di comportamenti o l’acquisizione di una nuova competenza.

Un punto delicato del coaching aziendale è dato dal fatto che il committente è l’azienda ma il cliente è la persona che riceve il coaching (il coachee, secondo la terminologia anglosassone). La gestione di questa “triangolazione” è meno difficile di quanto possa sembrare perché esistono regole precise per tutelare la privacy del Cliente e per assicurare allo stesso tempo all’azienda visibilità sui risultati.

A volte il coaching è assimilato alla terapia psicologica, ma contrariamente a questa non si concentra sul passato e sulle cause delle situazioni presenti, ma piuttosto sul futuro e su come cambiare per raggiungere gli obiettivi che l’individuo e l’azienda si propongono. Anche se il coach comprende come il passato influenzi la situazione attuale, la focalizzazione è sul dove si è e sul dove si vuole arrivare. Il coaching aziendale ha anche aspetti in comune con quello sportivo, pur differenziandosi da questo perché non alimenta lo spirito competitvo (nel senso della competizione contro gli altri) ma solo un desiderio di superarsi continuamente per raggiungere il proprio pieno potenziale.

Ecco alcune motivazioni tipiche:

  • Per supportare un processo di cambiamento aziendale
  • Per accelerare lo sviluppo di alcune risorse umane
  • Per fornire un supporto molto più flessibile e personalizzato della formazione allo sviluppo manageriale
  • Per aiutare risorse che devono affrontare temi “sensibili” (es. transizione da un ruolo ad un altro, leadership non pienamente riconosciuta, ecc.)


Il suo ruolo è di aiutare la persona nell’identificare e perseguire gli obiettivi definiti attraverso l’ascolto, le domande e, a volte, suggerendo letture e approfondimenti. Anche se il coach aziendale non è un consulente (la sua funzione è stimolare il coachee affinché questo possa trovare da solo la soluzione), deve tuttavia conoscere a fondo le organizzazioni e le loro dinamiche per poter comprendere le situazioni con le quali il coachee si confronta, per porre le domande giuste affinché questo trovi le soluzioni che cerca e per poter interagire con la committenza. Infine, il coach è totalmente acritico e non da giudizi: Il percorso formativo a cui si è sottoposto per diventare coach (stiamo, ovviamente, parlando di coach certificati) gli ha insegnato ad ascoltare, osservare e adattare il proprio approccio alla persona. In conclusione, il coach è colui che, usando le tecniche del coaching, fa emergere le risorse mentali ed emotive che le persone naturalmente possiedono per innescare il miglioramento.

Le modalità base del coaching sono il coaching in presenza, telefonico e via email. Spesso, durante un percorso, si utilizza un misto delle tre in quanto ciascuna presenta dei vantaggi.

  • il coaching in presenza richiede la presenza fisica del coach e del coachee nello stesso luogo. Questa modalità è la più comune in Europa (all’estero è molto diffuso il coaching telefonico)
  • il coaching telefonico, quando il contatto avviene per telefono. Questa modalità è usata in supporto al coaching in presenza ma vi sono casi in cui tutto il rapporto di coaching avviene via telefono. Con opportuni accorgimenti, il telefono è un mezzo adeguato per fare coaching
  • il coaching via email, quando il contatto avviene via email. Questa modailità di solito è utilizzata in supporto alle alle altre due, molto raramente è l’unica modalità con la quale viene gestito il coaching.


Per ogni obiettivo definito insieme, il coach aiuta il coachee, attraverso domande che stimolano la riflessione, a identificare le azioni specifiche che servono a raggiungerlo. Ogni sessione si chiude con un accordo sulle azioni che la persona intraprenderà prima dell’incontro o della chiamata successiva. Nella sessione seguente verranno rivisitate le azioni intraprese, i  risultati ottenuti e i sentimenti maturati al riguardo. Sia l’immediatezza sia la necesità di rendere conto a qualcuno delle proprie azioni rendono molto efficace questa tecnica.

Il coaching può durare da un paio di mesi ad uno anno a seconda degli obiettivi che sono stati concordati. Tipicamente la durata di un programma di coaching si attesta sui 3-6 mesi, con incontri settimanli o bisettimanali nella fase iniziale e mensili nella fase di mantenimento. Gli incontri hanno durata variabile da 90 a 30 minuti ciascuno.

Il coaching aziendale può aiutare a:

  • darsi degli obiettivi congruenti con la strategia aziendale, con le proprie aspirazioni e i propri valori e a raggiungerli. Riuscire a trovare questa intersezione è uno dei punti chiave del coaching aziendale, che si caratterizza per il fatto di lavorare sulla dimensione individuale ed aziendale allo stesso tempo.
  • prendere atto e a focalizzarsi più velocemente sulle proprie aree di miglioramento lavorativo
  • strutturare e pianificare le azioni che fanno in vista dei risultati che vogliono raggiungere
  • prendere più sul serio le proprie aspirazioni e i propri obiettivi
  • interrompere circoli viziosi.
  • a creare e a sostenere entusiasmo intorno agli obiettivi che si vogliono raggiungere, cioè a raggiungerli più velocemente e con minor stress.


Il coaching è utile a manger, executive, expatriates che vogliono migliorare la propria performance, sia nel caso in cui abbiano già ragggiunto buoni livelli di auto-realizzazione sia nel caso in cui siano insoddisfatte di quanto ottenuto. E’ da sottolineare come il fatto di avere un coach non sia affatto sintomo di performance scarsa nè di scarsa capacità di raggiungere risultati in autonomia. Basti pensare che nello sport i grandi campioni hanno sempre un coach.


Le aziende utilizzano spesso il coaching per supportare i propri dipendenti nelle transizioni di carriera e nello sviluppo professionale. Il coaching è anche considerato un ottimo strumento per supportare la leadership femminile proprio perché offre un aiuto mirato. Alcune aziende offrono un supporto ai propri expatriates nella delicata fase di preparazione al nuovo incarico. Altre aziende ancora offrono un supporto sotto forma di coaching ai propri futuri pensionati. La verità è che qualsiasi tema può essere affrontato con l’aiuto di un coach e, spesso, questo è il modo più rapido per ottenere risultati grazie alla “£precisione chirurgica” del coach rispetto al formatore in aula (quest’ultimo adatta la propria erogazione all’intera aula di destinatari, facendo necessariamente compromessi e mediazioni).


A volte le persone preferiscono affrontare i problemi e apprendere in gruppo e questo fa propendere per l’aula di formazione, ma non bisogna dimenticare che il coaching può essere fatto anche in piccoli gruppi.