Coaching

Il coaching è uno strumento molto efficace per supportare lo sviluppo delle risorse umane, in particolare quando servono risultati in tempi rapidi e si toccano aree “sensibili”. Il coaching, infatti, spesso riesce a coinvolgere più della formazione perché si concentra sulla performance individuale ed è just-in-time. Inoltre, consente di procedere più velocemente verso i risultati voluti perché fornisce un supporto completamente individualizzato e flessibile, adeguato agli stili, alle preferenze e ai tempi di ciascuno. Infine, garantendo la privacy nell’affrontare le aree deboli e i problemi di ciascuno, permette di vincere le resistenze e gli atteggiamenti difensivi che possono ostacolare l’apprendimento in un contesto formativo.

Il coaching è un processo interattivo in cui il coach guida e facilita il cliente nel raggiungimento di obiettivi definiti insieme. A volte il coaching è assimilato alla terapia psicologica, ma contrariamente a questa non si concentra sul passato e sulle cause delle situazioni presenti, ma piuttosto sul futuro e su come cambiare per raggiungere gli obiettivi che l’individuo e l’azienda si propongono. Anche se il coach comprende come il passato influenzi la situazione attuale, la focalizzazione è sul dove si è e sul dove si vuole arrivare. Il coaching aziendale ha anche aspetti in comune con quello sportivo, ma si differenzia da questo perché non alimenta lo spirito competitvo (nel senso della competizione contro gli altri) ma solo un desiderio di superarsi continuamente per raggiungere il proprio pieno potenziale.

Per noi è importante fondare l’approccio al coaching su alcuni principi.

  • Assegnazione del coach. Esistono delle nicchie di specializzazione nel coaching di cui è utile tenere conto nella scelta del coach. Inoltre, esistono fattori “soft” che favoriscono il buon funzionamento della relazione coach-coachee (sintonizzazione): un coach che, per quanto competente e motivato, adotti  uno stile non gradito al coachee riduce le possibilità di successo. E’ importante, quindi, che vi sia una sessione iniziale di prova alla fine della quale il coachee decide se vuole continuare il processo di coaching (per esempio potrebbe voler provare un coach diverso o anche un approccio diverso).
  • Aspettative del coachee e dell’azienda committente. Le aspettative riguardanti i risultati del coaching vanno chiarite fin dall’inizio con il coachee (e con l’azienda se si tratta di coaching aziendale). Il coachee deve comprendere bene in cosa consiste il coaching, in cosa differisce da altri approcci, cosa permette e non permette di raggiungere e come si svolge per intraprendere consapevolmente il percorso.
  • Committment del coachee. Il coachee deve impegnarsi a a intraprendere il percorso con il desiderio di raggiungere senza riserve gli obiettivi che vengono scelti.
  • Il processo di coaching. Il processo deve essere spiegato al coachee e all’azienda (se si tratta di coaching aziendale) in modo che sia preparato ad affrontare le varie fasi.
  • Definizione obiettivi. Gli obiettivi del programma di coaching devono essere fissati seguendo un metodo e basandosi sul colloquio con il coachee. Nel caso di coaching aziendale, il coaching si fonda anche sui colloqui con i capi e con i referenti nelle Risorse Umane e, eventualmente, sul risultato di 360° feed-back e test (psicometrici, attitudinali, ecc.).
  • Focalizzazione. Il coachee va supportato con piccoli accorgimenti che lo aiutino a restare focalizzato sui propri obiettivi. Ad esempio, il coach manda sempre un report dell’incontro di coaching in cui riassume brevemente ciò che è stato detto e gli obiettivi definiti. Inoltre, il coach spesso invia brevi letture sul tema che il coachee sta affrontando o richiede al coachee di completare questionari che supportano la riflessione.
  • Flessibilità. Seguire un percorso di coaching è un investimento di tempo per il coachee che deve partecipare agli incontri e raggiungere gli obiettivi stabiliti tra un incontro e l’altro. Il coach deve quindi cercare di rispondere alle esigenze di flessibilità del coachee (nel rispetto di alcuni requisiti fondamentali che garantiscono la qualità del coaching). Risulta utile inoltre utilizzare un welcome kit, coaching telefonico, interscambio email e tutto ciò che aiuta il coachee a sentirsi coinvolto e seguire il programma con il minimo di stress.
  • Privacy vs. trasparenza. La privacy è rigorosamente garantita. Nel caso del coaching aziendale, è necessario conciliare due esigenze: da un lato deve essere garantita la privacy più rigorosa al coachee, dall’altro vi deve essere trasparenza nei confronti dell’azienda sugli obiettivi che vengono perseguiti e sui progressi che vengono fatti.
  • Risultati. E’ importante seguire un metodo per tracciare i risultati del coaching (questo può essere fatto sempre) e calcolare (ove esistono obiettivi quantificabili, quindi non sempre) il ROI del coaching.

Le modalità base del coaching sono il coaching in presenza, telefonico e via email. Spesso, durante un percorso, si utilizza un misto delle tre in quanto ciascuna presenta dei vantaggi.

  • il coaching in presenza richiede la presenza fisica del coach e del coachee nello stesso luogo. Questa modalità è la più comune in Europa (all’estero è molto diffuso il coaching telefonico).
  • il coaching telefonico, quando il contatto avviene per telefono. Questa modalità è usata in supporto al coaching in presenza ma vi sono casi in cui tutto il rapporto di coaching avviene via telefono. Con opportuni accorgimenti, il telefono è un mezzo adeguato per fare coaching.
  • il coaching via email, quando il contatto avviene via email. Questa modailità di solito è utilizzata in supporto alle alle altre due, molto raramente è l’unica modalità con la quale viene gestito il coaching.